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Verso la Macèra della morte


Sulla Salaria, all’altezza di Trisungo, si prende il bivio per Spelonga, si segue la strada per Colle, per poi deviare a sinistra ( Passo il Chino) sul sentiero sterrato che sale attraverso i prati sovrastanti l’abitato. IL colpo d’occhio sul Vettore, che si alza al di là della valle del Tronto e della Salaria, è stupendo. Dopo aver toccato dei capanni agricoli in arenaria la strada entra nella faggeta, si scoprono le vette più elevate della Laga. Due tornanti portano alla cresta di Monte Comunitore (1623 metri, 8,5 km dalla strada asfaltata), dove la strada si fa più dissestata.
Si sale quindi al Monte Comunitore, si scende alla sella erbosa del Passo il Chino (1581 metri) e si lascia a sinistra il percorso che conduce al Monte Scalandro.
Si continua sulla vecchia strada sterrata, a tratti quasi inghiottita dagli smottamenti del pendio, che si avvicina alla cresta e si prosegue parallelamente a questa, affacciandosi sul ripido versante orientale che precipita verso il Fosso della Montagna. Il tracciato entra nella faggeta del Cugnolo, la traversa quasi in piano, poi sbuca nuovamente sui pascoli e sale nettamente fino al rifugio di pastori della Pedata (1800 metri, 1.15 ore).
Si prosegue sul crinale che diventa più stretto, ed è affiancato a destra (est) dalle erosioni del versante di Colle e del torrente Chiarino. Verso sinistra, con le dovute precauzioni, ci si affaccia sui fossi di Ceresola e della Volpara, che confluiscono in basso nel Fosso della Montagna. Un tratto largo e quasi pianeggiante del crinale (che qui prende il nome di Costa Piangrano) precede la fine della carrareccia (1970 metri circa) e un nuovo tratto più ripido.
Dopo averlo superato si continua quasi in piano, sulla cresta che offre magnifici panorami. Dove il sentiero si biforca si lasca la diramazione che taglia a mezza costa sulla destra, e si sale direttamente sul filo di cresta fino alla vetta della Macèra della Morte (2073 metri, 1.15 ore). In discesa si scende a sud della cima fino al pilastrino (Il Termine, 2022 metri) dove i confini delle tre regioni si incontrano. Da qui si aggira la vetta fino a ritrovare il sentiero dell’andata.