Abbazia di Farfa
L’abbazia di Farfa è un luogo attraente, colmo di pace, serenità, semplicità, come i monaci benedettini che ci vivono, in un clima di profonda spiritualità, la loro vita quotidiana tutta dedita al Signore e alla Madonna, alla quale essa è dedicata.
Farfa era un’Abbazia Imperiale, svincolata dal controllo pontificio ma vicinissima alla S. Sede. In pochi decenni diveniva uno dei centri più conosciuti e prestigiosi dell’Europa medievale; Carlo Magno stesso, poche settimane prima di essere incoronato in S. Pietro visitò l’Abbazia e vi soggiorno’. Nel terzo decennio del IX secolo, sotto l’Abbate Ingoaldo, essa possedeva una nave commerciale esentata dai dazi dei porti dell’impero carolingio. Sempre a questo periodo risale l’ampliamento massimo del monastero.
Architettura
Attraverso un portale romanico del XIV secolo (con aggiunte gotiche) si accede ad un cortile sullo sfondo del quale si apre la Chiesa Abbaziale consacrata alla Vergine, risalente alla seconda metà del XV secolo.
Nelle mura della chiesa si possono distinguere frammenti di sarcofaghi paleocristiani. L’interno della basilica è a tre navate divise da due filari di colonne ioniche, sulla parete di fondo un grande olio su muro rappresentante il Giudizio Universale dipinto nel 1561 dal pittore fiammingo Henrik van der Broek. Affreschi del XVI e XVII secolo rappresentanti Storie della Vergine, Santi e Storie bibliche decorano l’abside e le navate minori;sono inoltre presenti nella prima cappella a destra una Crocifissione (copia da Francesco Trevisani), nella seconda una Madonna col Bambino e due Angeli detta Madonna di Farfa, venerata tavola del XIII secolo, ricoperta (nel XIX sec.) da una lamina d’ottone sbalzata che lascia visibili solo i volti. Presso la porta della Basilica, nel transetto e nell’abside sono tornati alla luce interessanti resti: un altare di epoca Carolingia e un tratto di parete affrescata con l’immagine dell’ abbate S. Lorenzo Siro (il cosiddetto Arcosollo di Altperto). Nelle tre cappelle della navata di sinistra hanno lavorato Orazio Gentileschi e i suoi allievi. Del maestro sono infatti le tre tele raffiguranti S. Orsola (I cappella), Madonna col bambino (Il capp.), Crocifissione di S. Pietro (III capp.), degli allievi gli affreschi che arredano l’interno delle cappelle e che raffigurano episodi di storia sacra. Nel transetto è visibile, in parte, il pavimento originario della I metà del IX secolo. Nella cappella di sinistra del transetto si stagliano le severe immagini dei fondatori dell’Abbazia di Farfa: San Tommaso di Morienna e San Lorenzo Siro. Nel soffitto del transetto e nel coro vanno attentamente osservate le poco consuete (per un luogo sacro) grottesche della scuola degli Zuccari. Il coro ligneo dell’abside è del primo Seicento. Prima di lasciare la chiesa, alzando gli occhi, si può ammirare il soffitto a cassettoni del 1494 con lo stemma degli Orsini in un riquadro al centro della navata. Da visitare sono anche la cripta a forma semianulare dei secc. VII – VIII, nell’atrio della quale vi è un bellissimo sarcofago romano (fine II sec. d. C.) con scena di battaglia fra Romani e Barbari, e la torre Campanaria (secc. IX – XIII), alla base di quest’ultima, in un vano quadrato, si notano, anche se deperiti, interessantissimi affreschi di scuola romana della metà dell’XI secolo, rappresentanti Storie bibliche e l’Ascensione. Salendo nelle stanze superiori, in una di esse, affrescati in un sottareo, alcuni Profeti dipinti nel XV secolo.
Come arrivare all’ Abbazia di Farfa
Dalla SS4 Salaria, arrivati ad Osteria Nuova, prendere il bivio per Poggio Mirteto (sono comunque presenti segnali turistici che indirizzano specificamente all’abbazia).

